
La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è un disturbo comune che colpisce milioni di persone. Va distinta dai semplici reflussi occasionali dopo i pasti: si tratta di una vera e propria infiammazione della mucosa esofagea dovuta al reflusso continuo, diurno e notturno, di contenuto gastrico acido nell’esofago.
Questa guida spiega cos’è il reflusso gastroesofageo, quali sono i sintomi, come si diagnostica e quali sono le opzioni terapeutiche disponibili, incluso l’intervento chirurgico laparoscopico.
Cos’è la malattia da reflusso gastroesofageo?
Il reflusso gastroesofageo si verifica quando il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago. In condizioni normali, lo Sfintere Esofageo Inferiore (LES – Lower Esophageal Sphincter) funziona come una valvola: si apre per far passare il cibo nello stomaco e si richiude per impedire la risalita dei succhi gastrici.
Quando questo meccanismo non funziona correttamente, l’acido gastrico refluisce ripetutamente nell’esofago, causando irritazione e infiammazione della mucosa. Quando il reflusso diventa pericoloso? Quando si manifesta in modo frequente e persistente, danneggiando progressivamente i tessuti esofagei.
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Cause del reflusso gastroesofageo
Quali malattie provocano il reflusso? La causa principale è l’insufficiente funzionamento dello sfintere esofageo inferiore. Questa condizione può manifestarsi senza una causa apparente, ma spesso è associata alla presenza di un’ernia iatale.
Ernia iatale e reflusso
L’ernia iatale si verifica quando una porzione dello stomaco migra nella cavità toracica attraverso lo iato esofageo (l’apertura nel diaframma). Questa condizione compromette i meccanismi naturali antireflusso e rappresenta una delle principali cause anatomiche della malattia da reflusso gastroesofageo.
Altri fattori di rischio
Contribuiscono allo sviluppo del reflusso: obesità e sovrappeso, gravidanza, fumo di sigaretta, consumo eccessivo di alcol, caffè e cibi grassi, alcuni farmaci, pasti abbondanti prima di coricarsi.
Sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo
Quali sono i sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo? I sintomi possono essere diversi e non sempre immediatamente riconducibili a un problema esofageo.
Sintomi tipici
Bruciore retrosternale (pirosi): è il sintomo più caratteristico, una sensazione di bruciore che sale dal centro del petto verso la gola, spesso dopo i pasti o di notte.
Rigurgito acido: percezione del contenuto gastrico che risale in gola o in bocca, con sapore acido o amaro.
Dolore toracico: può essere confuso con dolori cardiaci (dolori similcardiaci), rendendo importante una corretta diagnosi differenziale.

Sintomi atipici
Il reflusso può manifestarsi anche con sintomi meno evidenti: tosse cronica, raucedine mattutina, faringiti e laringiti ricorrenti, bronchiti asmatiche, infiammazioni del cavo orale con possibili carie dentali, sensazione di nodo in gola, difficoltà nella deglutizione.
Questi sintomi atipici possono portare il paziente inizialmente dall’otorinolaringoiatra, dal pneumologo o dal cardiologo prima di arrivare alla diagnosi corretta.
Quando il reflusso diventa pericoloso?
Cosa succede se il reflusso non viene curato? La malattia da reflusso gastroesofageo non trattata può portare a complicanze serie: esofagite erosiva (infiammazione con ulcerazioni), stenosi esofagea (restringimento dell’esofago), emorragie, e nei casi più gravi l’Esofago di Barrett, una condizione che richiede monitoraggio attento per il rischio di evoluzione.
Diagnosi del reflusso gastroesofageo
Che esami fare per il reflusso? La diagnosi si basa sui sintomi riferiti dal paziente e su specifici esami strumentali:
Esofagogastroduodenoscopia (EGDS): permette di visualizzare direttamente la mucosa esofagea, identificare eventuali lesioni e prelevare biopsie se necessario.
pH-metria delle 24 ore: misura l’acidità nell’esofago nell’arco di una giornata intera, quantificando gli episodi di reflusso.
Manometria esofagea: valuta la funzionalità dello sfintere esofageo inferiore e la motilità dell’esofago.
Radiografia con mezzo di contrasto: può evidenziare la presenza di ernia iatale e alterazioni anatomiche.

Cura del reflusso gastroesofageo
Come eliminare il reflusso per sempre? Le opzioni terapeutiche dipendono dalla gravità della malattia e dalla risposta ai trattamenti iniziali.
Terapia conservativa
Nei casi iniziali o lievi possono essere sufficienti:
Terapia farmacologica: farmaci che riducono l’acidità gastrica (inibitori di pompa protonica, antiacidi) permettono alla mucosa esofagea di guarire e controllano i sintomi.
Modifiche dello stile di vita: alimentazione povera di grassi, eliminazione di alcol, caffè, tè e fumo, pasti piccoli e frequenti, evitare di coricarsi subito dopo mangiato, sollevare la testata del letto.
Quando è necessario l’intervento chirurgico?
L’intervento chirurgico è indicato quando: la terapia medica non è efficace o i sintomi recidivano alla sospensione dei farmaci, è presente un’ernia iatale significativa, il quadro clinico è severo con complicanze, il paziente preferisce una soluzione definitiva rispetto alla terapia farmacologica a vita.
Intervento chirurgico laparoscopico per reflusso ed ernia iatale
L’intervento per la malattia da reflusso gastroesofageo e l’ernia iatale viene eseguito con tecnica laparoscopica mini-invasiva, che offre notevoli vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale.
Come si svolge l’intervento
L’operazione prevede: riduzione dell’ernia iatale (riposizionamento dello stomaco in addome), eventuale applicazione di una rete per rinforzare lo iato esofageo, fundoplicatio (creazione di una valvola antireflusso utilizzando il fondo dello stomaco che viene avvolto attorno all’esofago inferiore per rinforzare il LES).
L’intervento viene eseguito attraverso 5 piccole incisioni addominali, ha una durata di circa 70 minuti e richiede una degenza di sole 24-48 ore.